All About Jazz Italy review by Vincenzo Roggero

CF 261Michaël Attias – Spun Tree (CF 261)
Valutazione: 4 stelle
Michaël Attias è sassofonista di origini israeliane che, stabilitosi a New York nei primi anni novanta, ne è diventato voce tra le più originali e musicista tra i più richiesti da personaggi come Tim Berne, Paul Motian, Mark Helias, Jason Moran per citarne alcuni. Se innumerevoli sono le partecipazioni a progetti altrui, i dischi licenziati a suo nome si contano sulle dita di una mano e ci mostrano un sassofonista dalla grande irruenza improvvisativa, dalla spiccata sensibilità interpretativa esaltata principalmente dalla formazione del trio. Spun Tree presenta invece un classico quintetto – piano trio come sezione ritmica e sassofono/tromba come front line – evidenziando un cambio di direzione nell’approccio compositivo, una chiara ramificazione delle dinamiche esecutive e rivelandosi come il disco della piena maturità. Attias si guarda bene dalla tentazione del cliché di un neo bop rinfrescato con qualche spruzzata free e un po’ di avant giusto per gradire. I cinque elementi del gruppo si muovono come elettroni alla perenne ricerca di un equilibrio che sarà sempre instabile perché le forze centrifughe tendono a sopraffare qualsiasi tentativo di quiete. Sax contralto e tromba tracciano traiettorie impazzite che, quando colgono l’attimo fuggente dell’incontro, si trasformano in scintille, il pianoforte sfiora le scie luminose creando grovigli densi di materia sonora in rotta di collisione con i fiati, mentre contrabbasso e batteria frammentano il pulviscolo sonoro rendendolo materia impalpabile da catturare e convogliare nelle giusta direzione.

Le melodie si formano in modo del tutto naturale da questo vagare senza meta apparente, si materializzano attraverso piccoli accumuli o leggere stratificazioni, per poi dissolversi misteriosamente. Ma è la figura di compositore acuto e ispirato che emerge prepotente dall’ora abbondante di Spun Tree, album che non finisce di stupire ascolto dopo ascolto e che svela tutta la sua bellezza in un sottile gioco di scatole cinesi.

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