All About Jazz Italy review by Gigi Sabelli


Empty Cage Quartet – Stratostrophic (CF 103)
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I riferimenti più immediati vanno a Ornette Coleman. Sin troppo ovvio: basta leggere la formazione che rimanda all’epocale e classico quartetto sax alto-tromba-contrabbasso-batteria.
Ma questo notevole combo di giovanissimi musicisti provenienti da diversi luoghi degli States, e che gravitano (o hanno gravitato a lungo) attorno all’area californiana, non si limita alla celebrazione o alla riproposizione di cliché.
Così se all’ascolto del CD è inevitabile il rimando ad altri grandi come Julius Hemphill o Tim Berne, lungo i quasi settanta minuti del disco prende forma una personalità decisa nel costruire percorsi dalle geometrie di gruppo avvincenti.
Come nel caso del primo pezzo che è un vero gioco delle parti composto e scomposto. Dapprima un unisono lento ma marcato dei fiati sostiene l’improvvisazione di basso e batteria, ma poi segue uno scambio dei ruoli per ricombinare infine il gruppo in un gioco a quattro ben architettato e lungo un diversificato iter improvvisativo.
Almeno in questo primo pezzo su tutti emergono preponderanti la forte sonorità e la nitidezza di Tiner, ma anche la dote del contrabbassista Johnson, capace di puntellare l’enorme costruzione sonora con magnifica profondità.

Lungo tutto l’ascolto, senza fratture e soluzioni di continuità, si passa tra forme molto diverse che contemplano (in “Feeedom Is on the March”) l’improvvisazione rarefatta di contrabbasso appoggiata su una matrice fiatistica sviluppata per ottave successive, ma anche l’ornettiana “Old Ladies”, la marcetta free di “Steps of the Ordinarily Unordinary”, le linee segmentate e parallele di tromba, contrabbasso e clarinetto di “The Power of the Great” e la chiarezza “californiana” (con echi dolphiani) delle venti misure di “Beedie And Bob”.

La stessa formazione, arrivata al secondo disco come Empty Cage Quartet, aveva già pubblicato, tra il 2003 e il 2005, altri quattro CD col nome di MTKJ Quartet, tra i quali abbiamo recensito Day of the Race e Making Room for Spaces.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=2881

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