Daily Archives: November 10, 2008

New Clean Feed releases for november 28th

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CF 127 – Flatlands Collective “Maatjes” (with Jorrit Dijkstra, James Falzone, Jeb Bishop, Fred lomberg-Holm, Jason Roebke and Frank Rosaly)
CF 131 – Steve Adams “Surface Tension” (with Ken Filiano & Scott Amendola)
CF 132 – John O’Gallagher Trio “Dirty Hands” (with Masa Kamaguchi & Jeff Williams)
CF 133 – Darren Johnston “The Edge of the Forest” (with Ben Goldberg, Sheldon Brown, Devin Hoff, Smith Dobson V and Bob Reich)
CF 134 -DVD) 4 Corners “Alive in Lisbon” (with Ken vandermark, Adam Lane, Magnus Broo and Pall Nilssen-Love)

All About Jazz Italy review by Paolo Peviani

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Paulo Curado e o lugar da Desordem – The Bird. The Breeze and Mr. Filiano (CF 113)
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Il disordine come libertà, libertà di creare e di utilizzare i diversi linguaggi del jazz. E’ questo l’orizzonte programmatico in cui si muove Paulo Curado, una delle figure di riferimento del jazz portoghese, qui in compagnia di musicisti che interpretano il jazz con altrettanta libertà: Ken Filiano (note le sue collaborazioni con Don Minasi) e Bruno Pedroso.
Jazz libero, dunque, nel senso più letterale del termine. Tutte le tracce portano infatti la firma congiunta dei tre musicisti e rivelano un approccio collettivo alla musica, l’improvvisazione intesa come composizione (ed orchestrazione) istantanea.

Un approccio “radicale” ed assai rischioso, che però il trio – forte di un’esperienza ed una coesione non comune – gestisce molto bene. In alcuni momenti pare addirittura difficile credere che si tratti di musica completamente improvvisata, tanto l’esecuzione è coerente e consequenziale (si ascolti, ad esempio, la prima traccia).

Ma ciò che differenzia in modo significativo questo album da tante produzioni discografiche free è l’uniformità del risultato. La musica qui proposta è sempre di ottimo livello, e sono del tutto assenti quei tipici alti e bassi che si tende a dare per scontati e quasi inevitabili nel free. Il segreto? A mio modesto parere, l’assoluta assenza di quella che viene definita “ricerca strumentale”. Non siamo cioè di fronte a musicisti che smontano, violentano lo strumento, per cavarne dopo minuti di “ricerca” (e spesso di noia per l’ascoltatore) un timbro inconsueto, ammesso che lo sia (e comunque tale “ricerca” non la si poteva fare come compito a casa?). Qui siamo di fronte a musicisti che, più semplicemente, cercano di suonare insieme sviluppando nell’istante un percorso sonoro coerente. Bravi!
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=3333