Daily Archives: May 28, 2009

Gapplegate Music review by Grego Edwards

CF091Mark O’Leary – On the Shore (CF 091)
Guitarist Mark O’Leary has more than one way to create a musical statement. His two releases on Ayler records (which we covered in the last few months) were duets with drummers, flat-out “blowing” sessions, opportunities to lay down a barrage of intense, rapid passage work, to create long, flowing lines that synched with multi-valent percussive tangents. Those two releases were impressive for their consistently high levels of invention.

An earlier session contrasts dramatically the Ayler recordings. “On the Shore” (Cleanfeed) comes out of a 2003 date and has a different, slightly unusual lineup of O’Leary with Alex Cline on drums and the dual trumpet tandem of Jeff Kaiser and John Fumo.

This is music of a more contemplative bent, a more atmospheric, spatially sprawling set with supercharged electric work as well as more fragile sequences where every note cluster is surrounded by a bit of air, an emptiness that sets off the musical substance, as white on an abstract canvas can make the patches of color come forward dramatically.

The ensemble makes good use of the color combinations available to it: muted versus straight horn, electric versus acoustic, propulsion versus quiescence. . . .There is much of merit to appreciate on this recording. It’s another excellent example of O’Leary the musical artist and shows the more structured side of his conceptual gifts. As Con-Ed advertised many years ago when they were ripping up the streets of New York, “Dig We Must.” Well, I must. The music compels me. You have a choice. Clearly Mark O’Leary is fast becoming an important guitarist to dig.
http://www.gapplegate.com/musicalblog.html

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All About Jazz Italy review by Luca Vitali

CF 111Jorge Lima Barreto – Zul Zelub (CF 111)
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In Portogallo Lima Barreto è una leggenda per quello che rappresenta come performer, scrittore e opinionista. Per quasi due decenni, a partire dalla fine degli anni Sessanta, la sua è stata la voce più autorevole sulla stampa portoghese su free jazz, minimalismo e altre tendenze d’avanguardia. Autore di libri di storia, filosofia, terminologia ed estetica musicale, è da sempre anche musicista ed esponente di riferimento della scena jazz portoghese più legata all’improvvisazione [leggi l’intervista a Pedro Costa della Clean Feed].
Vero pioniere di live-electronics negli ultimi vent’anni con i progetti Anar Band e Telectu – entrambi ancora attivi – con quest’album sembra raggiungere una sorta di punto d’arrivo, fondendo l’amore per il pianoforte, l’elettronica e la ricerca tra le diverse avanguardie musicali.

Lavoro concettuale, di grande fascino e suggestione questo Zul Zelub, layer sonori dalla diversa consistenza – sapiente elettronica di sottofondo su cui Barreto improvvisa al pianoforte alternando lirismo e romanticismo a frammenti sonori di piano preparato, cluster che evocano John Cage e alcuni dei più rappresentativi esponenti dell’area contemporanea colta.

Due lunghe suite colte dal vivo in momenti diversi a Lisbona, durante l’edizione 2005 del festival Jazz Em Agosto, presso il centro culturale Gulbenkian.
La prima suite, Zul, divisa in cinque atti, è basata principalmente su tessiture sonore di onde radio e tratti di piano preparato e non, ora più spigolosi e frastagliati, ora più melodici e struggenti… paesaggi sonori pieni di inquietudine e densi di emozione.

Più melodica, ai limiti della world music, la successiva Zelub: suoni della natura, uccelli e tanto altro costituiscono il tessuto sonoro del sottofondo su cui Barreto improvvisa al piano intersecando lunghi monologhi. Atmosfere assai meno tese e inquiete rispetto alla prima suite.

Nel complesso un bel lavoro che pecca forse di troppo intellettualismo, ma che sa coinvolgere ed emozionare l’ascoltatore dando una prospettiva teatrale e da videoart a una formula di apparente piano solo.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=3824