All About Jazz-Italy review by Libero Farnè

Hugo Antunes – Roll Call (CF 197)Valutazione: 4 stelle
Il catalogo Clean Feed, uno dei più vasti e coerenti nella documentazione di certo avant jazz attuale, raccoglie e spesso fa interagire esponenti americani ed europei. Alcune sedute d’incisione riportano gruppi ben consolidati o situazioni di particolare consistenza progettuale, altre sembrano documentare sodalizi più occasionali con esiti oscillanti. Roll Call, registrato in uno studio di Bruxelles in data non precisata, sembra collocarsi a metà strada fra queste due categorie. Senza rientrare fra le cose indispensabili dell’etichetta portoghese, la qualità della musica, l’attualità e l’onestà culturale dell’approccio testimoniano tuttavia l’alto livello medio raggiunto appunto dalla Clean Feed.
Il CD costituisce il biglietto da visita di Hugo Antunes, nato in Portogallo nel 1974 ma formatosi musicalmente anche in Belgio e altrove. Come contrabbassista non appartiene alla categoria dei virtuosi, ma possiede un drive pulsante ed efficace; si dimostra inoltre compositore aggiornato, in linea con certe esperienze attuali, e leader sensibile, capace di innescare la motivazione dei partner.

L’impianto tematico di “Dukkha” è abbastanza semplice, ma viene nobilitato e sviluppato in modo mosso dall’intreccio dialogante dei due bravi sassofonisti e dalla trama ritmica, incalzante e variata negli accenti, fornita dai due batteristi, João Lobo e Marek Patrman, il primo dei quali ben noto in Italia per aver militato nei gruppi di Giovanni Guidi. Il ricorso a due ance e a due batterie costituisce appunto la scelta vincente di Antunes, permettendogli di impostare una griglia strutturale e timbrica che qualifica la musica in tutto l’arco del CD.

“Roll Call” è caratterizzato da una sequenza di brevi sezioni diverse: si passa dell’iniziale fosco e statico brulicare collettivo ad episodi ossessivamente martellanti, ad altri dallo swing più jazzistico. L’incipit di “Høyspenning” e di “Anfra” è affidato al contrabbasso del leader per poi addentrarsi subito in mosse evoluzioni. A differenza che negli altri brani, in “Einfach,” dall’incedere lento e decantato, si dà maggior peso alla scrittura ed all’arrangiamento, che in questo caso divengono elementi vincolanti.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=6172

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