All About Jazz Italy review by Stefano Merighi

The Ames Room – Bird Dies (CF 231)
Ecco un disco radicale. Se intendiamo con questo aggettivo l’attitudine a ritornare agli elementi di base dell’espressione musicale, ad esaminarli al microscopio, senza voler elaborarli né evolverli verso una narrazione. Il trio in questione prende di petto una serie di patterns ritmico-melodici e li ribadisce con tetragona aggressività, passando sottilmente dalla loro ripetizione a piccole ma significative variazioni, stordendo l’ascoltatore con un cumulo di assalti sonori, che mantengono una cifra stiistica compatta e unitaria.

La performance è senza pause ed è arduo pensare che qualcuno possa star seduto (o in piedi) per quarantotto minuti filati ad ascoltare. Meglio suddividere la seduta in sequenze separate. La monotonia ha un contrappeso nella sicura padronanza tecnica dei tre improvvisatori. Jean-Luc Guionnet, francese di Lione, è protagonista di una carriera nel jazz d’avanguardia ma anche nella musica elettronica-concreta, oltre ad essere filosofo e produttore radiofonico. Bassista e batterista sono australiani: Clayton Thomas è già piuttosto quotato, così come Will Guthrie. Si ha la sensazione che solisti così possano suonare in uno spettro di soluzioni molto più ampio, ma l’interesse per l’ossessione accumulativa domina in questo caso il trio.

Soluzioni di questo tipo sono state esperite ad esempio da Roscoe Mitchell già qualche decennio fa, dunque niente di trascendentale. Però forza, determinazione, precisione esecutiva sono di pregio.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=7826

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