All About Jazz Italy review by Vincenzo Roggero

Lama – Oneiros (CF 240)
Valutazione: 4.5 stelle
Galeotta fu Rotterdam. O meglio il dipartimento di jazz del locale Conservatorio. Goncalo Almeida, contrabbassista, e Susana Santos Silva, trombettista, entrambi portoghesi, incontrano il batterista canadese Greg Smith e gettano le basi di quello che sarebbe poi diventato il trio denominato Lama. Un incontro fortuito per dar vita ad un trio speciale. Talmente speciale da apparire come una delle stelle luminose di questa prima parte di duemiladodici. Non saranno certo la palpabile affinità elettiva della Santos nei confronti di Bill Dixon o la chiara assonanza estetica con alcuni gruppi di Rob Mazurek e di Cuong Vu, a offuscare la luminosità del trio. Che brilla di luce propria, possiede una personalità fortemente definita, produce una musica che lascia senza fiato, nella quale tutti i possibili riferimenti si disintegrano per ricomporsi in straordinario pulviscolo sonoro.

Il contrabbasso espande i suoi tentacoli grazie anche all’uso di pedaliera e di loops, la tromba fruisce di processori digitali in tempo reale, ma sono solo dettagli tecnici perché gli strumenti vibrano in modo del tutto naturale come voce dell’anima e della mente. Benché composto da otto brani, ciascuno dalla forte connotazione e dalla struttura sfaccettata, Oneiros si può gustare come un unico, sorprendente sogno, popolato da personaggi variegati, più o meno reali – Dr. No, scimpanzé, pinguini, Tarantino – e da magie sonore degne del più ispirato affabulatore.

Ci sono melodie e brandelli di melodie – memorabile quella vagamente felliniana della title- track. C’é una pulsazione elastica, scura, profondamente acustica anche quando contaminata dall’elettronica – impossibile non riandare con la memoria al Charlie Haden versione Liberation Music Orchestra. Ci sono macchie di visionarietà – un caso il conclusivo “Tarantino”? – e cellule ritmiche che fluttuano leggere tra le diverse ambientazioni. Ma soprattutto vi è un concetto di “improvvisazione dolce” che rende entusiasmante il fluire di una musica che cresce di bellezza ascolto dopo ascolto.

Imperdibile.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=7851

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