Daily Archives: October 2, 2012

Expresso review by Raul Vaz Bernardo

Hugo Carvalhais – Particula (CF 253)
Confesso que não ouvi o primeiro CD do grupo de Hugo Carvalhais, “Nebulosa”. Pelo que ouço desta segunda obra, creio que perdi um empolgante momento musical. Hugo Carvalhais, contrabaixo, Gabriel Pinto, piano, e Mário Costa, bateria, desenham uma música intensa e arrojada, que concil
ia de forma inteligente a escrita e a improvisação. A composição parece que domina a performance musical, mas é sempre corrompida por fluxos sonoros que, embora não parecendo, não perdem de vista a realidade do jazz e da improvisação. Interessante é que o trio de piano é o núcleo dominante da performance, em que se imiscuem as vozes tímbricas do saxofonista Emile Parisien e do violinista Dominique Pifarély. Forma-se assim uma teia em que, algumas vezes de forma mais abstrata, outras de forma mais precisa, jatos melódicos e harmónicos elevam a música a uma comunhão assombrosa. Carvalhais, o autor de toda a temática, mantém um nível instrumental alto, funcionando mais como catalisador de ideias e caminhos do que como propulsor rítmico. Os seus dois companheiros, com quem tem, naturalmente, uma enorme empatia, sabem escorrer notas e motivos ao longo da música. Curioso é que este trio do norte de Portugal parece não dever nada a correntes dominadoras da livre improvisação contemporânea nem, muito menos a atmosferas e ambiências inspiradas no som ECM. Trata-se duma música avançada, original, com instantes algumas vezes pujantes ( vide ‘Madrigal’) que não se arredam muito da matriz que aceitamos como jazz. De notar a utilização da eletrónica quer por Carvalhais quer por Gabriel Pinto, que dá uma nota de multiplicidade sugestiva ao universo sónico do conjunto. Uma música honesta que, para já, revela o desiderato de não se subjugar a fórmulas já exploradas até à exaustão.

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The Holy Filament review by Francisco Javier Rodríguez

Hugo Carvalhais – El infinito viaje de una partícula en el espacio

Hugo Carvalhais – Particula (CF 253)
Hugo Carvalhais es un artista portugués que comenzó con el contrabajo a la edad de 18 años, mientras estudiaba pintura y arte en Porto, su ciudad natal. Inspirado musicalmente por las figuras de John Coltrane, Bill Evans, Duke Ellington, John Zorn, y Fred Frith, entre otros, debutó en el mercado durante el 2010 con su placa “Nebulosa” (Clean Feeds Records), la cual destaca por sus composiciones abiertas en el género del jazz, y la inclusión del experimentado saxofonista norteamericano Tim Berne.   De la mano de la misma etiqueta ibérica Clean Feeds, Hugo Carvalhais edita durante este año su segundo larga duración bajo la figura de líder y compositor en su álbum “Particula“, grabado junto a sus compañeros de banda Gabriel Pinto (piano/teclados), y Mário Costa (batería), con la colaboración especial de los músicos franceses Emile Parisien en sax, y Dominique Pifarély en violín.   Particula es una obra de aproximadamente una hora, dividida en 9 composiciones cultivadas en el terreno de la interpretación guiada por partituras y esquemas base, con fragmentos abiertos a la improvisación por parte de los músicos de sesión. La música de Hugo Carvalhais para este disco, debe ser comprendida como una mixtura de distintos ensambles (solo, dúo, trío, cuarteto y quinteto), y no específicamente como un todo – según palabras del mismo autor-. La fórmula a la cual se refiere Hugo, habla sobre la entrega de composiciones formales que incluyen intervalos libres, apoyados por títulos que infieren estados de ánimo para encapsular las interpretaciones de sus acompañantes en el contexto ideado para cada tema. Así podemos encontrar una gama muy diversa de sonidos resultantes que imprimen sellos personales en la pieza.   La concepción de Particula abraza los amplios tópicos del Jazz, Música Libre, y Avant-Garde. Completamente instrumental, este disco es perfectamente amoldable -análogamente- al infinito viaje de una partícula en el espacio, retratado así por su conceptual arte gráfico y de manera desmedida a través de su amplia oferta de sonidos, que se caracterizan por explorar vías de entrada y salida sin patrones antes utilizados. Una odisea completamente nueva en cada escucha, Particula puede ser tu compañía inspiradora en la soledad de tus reflexiones.   Disponible para ordenar tanto en formato CD como MP3 a través de Amazon y Clean Feeds Records, te dejamos un trailer de hermosa -y vintage- factura multimedia de Particula para tu deleite.
http://www.theholyfilament.cl/reviews/hugo-carvalhais-el-infinito-viaje-de-una-particula-en-el-espacio/

Nero Arcobaleno review by Daniele Chicca

Baloni – Fremdenzimmer (CF 237)
Il diavolo è nei dettagli, si dice in inglese. La scoperta di un oggetto dimenticato per anni in una stanza o di un ricordo che riemerge dal subconscio. Cosî é Fremdentzimmer: intendiamoci, non è un album per tutti. Ma al contempo è un album per tutti. Basta lasciarsi andare. In fondo è il suono dei tempi e delle città alientanti in cui viviamo. Ci é giocoforza familiare. Come lo era negli Anni 90 il teatro di Harold Pinter nella Londra del Modernismo. O come lo erano durante la Rivoluzione Industriale le denunce della dura vita dei minatori nelle pagine di Germinal di Emile Zola.   Più che il timpano fine, come si sarebbe portati a pensare quando si ha a che fare con il free jazz, è richiesta una forte sensibilità di animo. Non bisogna aspettarsi solo noise alternato da silenzi – due elementi caratteristici della realtà contemporanea. Alla fredda precisione dell’esecuzione si affianca il calore di qualche respiro. Qualche melodia prevedibile ci è concessa, ma si tratta più che altro di un racconto da ascoltare a bocca aperta e occhi chiusi. Per poterlo ingoiare, pronti a farsi prendere per mano dal trio europeo nato tra i rumori di Brooklyn.   Non sorprende che dal rimbombo stridente delle rotaie della metro newyorchese sia partorita una musica cosî disorientante. Quando il filo della trama sembra perso, ecco ritrovare improvvisamente un senso. Tutto torna. Magari in un ritornello, magari in un piccolo particolare ripetuto in sottofondo. Siamo sempre nel terreno dell’improvvisazione, ma in prefetto equilibrio tra free jazz e musica da camera. Immaginatevi di dover suonare un brano di musica classica senza avere piu sotto lo spartito, e doverlo fare con una vanga da giardino, una foglia secca e dei chiodi trovati per terra.   Si comincia subito con un’immersione di suoni sottovoce, un’esplorazione che coglie di sorpresa per la durata di due brani fino a La Marche Sifflante, prima dell’arrivo di un urlo nello stomaco improvviso con Searching. Arrivando a Torpado, si sperimenta la caduta, il cuore della prima parte. Da qui fa seguito una digestione leggera, che aiuta a ricordare l’impatto del primo boccone, mentre in bocca è rimasto solo un retrogusto di una sinfonia di archi scandita dalle note del contrabbasso.   Si prosegue per la strada maestra indicata dai fiati del clarinetto, il vento che soffia da dietro e l’attesa dell’arrivo, in silenzio. Ma dove? Spetta a voi deciderlo. La cosa è molto semplice: se siete irrequieti state certi che questi suoni non vi tranquillizzeranno, bensì alimenteranno con ogni probabilità il vostro stato. Se siete calmi, non vi innervosiranno, anzi, vi accompagneranno per una contemplazione verso la meta finale.   Nella traccia forse più significativa, Wet Wood, Frantz Loriot alla viola ricrea un ambiente misterioso come se avesse tre braccia e sei orecchie, mentre Joachim Badenhorst ci indica la via, le tante vie, da percorrere, attraverso le quali Pascal Niggenkemper tiene il tempo dei passi. Il viaggiatore siamo noi. Alle prese con una tempesta. Una lotta verso l’accettazione in un mondo estraneo. Alla ricerca non di una verità che ci accomuni, ma di una verità tutta nostra.

Viaggi così intensi come questi si vorrebbe durassero di più, perché ci possano aiutare anche a rivelarci chi siamo. Come tutte le esperienze inaspettate, che ne scatenano un milione di altre. Invece ogni nuovo ascolto non sarà mai uguale, non vi comunicherà le stesse cose. Rassegnatevi, è tutto frutto della vostra immaginazione (ma andate a vederli in tour). Con una sola certezza: il significato di questo CD è da cercare dentro di noi. E’ dato dai collegamenti che facciamo nella nostra testa, dalle sensazioni che restano.
http://neroarcobaleno.tumblr.com/post/32692180079/music-review-of-fremdenzimmer-by-baloni?og=1&fb_action_ids=10151239225595406&fb_action_types=tumblr-feed%3Apost&fb_source=other_multiline&action_object_map=%7B%2210151239225595406%22%3A156983674440357%7D&action_type_map=%7B%2210151239225595406%22%3A%22tumblr-feed%3Apost%22%7D&action_ref_map