Daily Archives: October 30, 2012

Blow Up Magazine review by Enrico Bettinello

Hairybones Snakelust (CF 252)
Platform 1 Takes Off (CF 255)
The Fish Moon Fish (CF 254)
Instancabili gli alfieri dell’avant/jazz, di ogni latitudine. Prontissima come sempre la portoghese Clean Feed  a documentarli, come in questo trittico che farà certamente ingolosire gli appassionati.

Gli Hairybones di Peter Brötzmann innanzitutto, impegnati in una lunga suite dedicata allo scrittore giapponese Kenji Nakagami: il quartetto, completato dalla tomba e elettronica di Toshinori Kondo, dal basso di Massimo Pupillo [Zu] e dalla batteria di Paal Nilssen-Love [The Thing] è una vera e propria macchina da guerra, un muro di intenzione sonora [anche quando uno dei componenti viene lasciato a monologare, come nello splendido interludio di Brötzmann dopo circa un quarto d’ora dall’inizio]. I fan apprezzeranno, astenersi nervi fragili.

Ottimo anche l’ennesimo nuovo progetto di Ken Vandermark, ormai stabilmente proiettato sugli incroci tra musicisti americani e europei: il quintetto Platform 1 si pregia di uno dei migliori e più sottovalutati tromboni in circolazione, Steve Swell, della tromba di Magnos Broo [Atomic] e della intensa coppia ritmica formata da Michael Vatcher e Joe Williamson, entrambi musicisti che dagli States si sono trasferiti in Europa. I temi sono firmati da ciascuno dei componenti e questo garantisce una bella varietà di approcci e di situazioni, da quelle più astratte e impalpabili [Stations di Vandermark] a quelle più ruspanti come Compromising Emanations di Swell. Grande dinamismo e splendida musica, sebbene nel solco di sintesi post-free tipico di Vandermark.

Viene invece dalla Francia il trio The Fish, che già si era fatto apprezzare qualche anno fa con un bel live per la Ayler Records. Il contralto di Jean-Luc Guionnet, il basso di Benjamin Duboc e Edward Perraud si rifanno apertamente alla ormai lunga tradizione dell’improvvisazione libera e torrenziale, sebbene giocata con grande abilità. Nulla di nuovo, ma un trio che se vi capita dal vivo, non è da mancare.

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Blow Up Magazine review by Enrico Bettinello

Angles 8 By Way Of Deception (CF 256)
Trespass Trio Bruder Beda (CF 251)
Irriducibile a ogni classificazione, originalissimo e politico, fortemente immerso nella tradizione di ricerca, ma al tempo stesso portatore instancabile di un approccio ellittico alla creazione musicale, il sassofonista svedese Martin Küchen ha trovato nel progetto Angles uno dei suoi esiti più coinvolgenti.

In “By Way Of Deception”, registrato al Festival di Ljubljana dello scorso anno [dove fecero anche una sortita nelle strade], il sestetto si amplia a ottetto con l’aggiunta di pianoforte e di un altro sassofono e la musica è un’esplosione di idee e colori. Tenendo come punto di riferimento la Liberation Music Orchestra di Charlie Haden, Küchen e soci esplorano con una visceralità contagiosa temi innervati di grande cantabilità come la title-track o la indimenticabile Today Is Better Than Tomorrow, per giungere al bellissimo affresco conclusivo di Don’t Ruin Me/Let’s Tear The Threads Of Trust. Musica collettiva e condivisiva, sostenuta in modo eccellente da individualità come il vibrafonista Mattias Ståhl o il trombonista Mats Aleklint [per non dire della travolgente ritmica composta da Johan Berthling e Kjell Nordeson] e capace di riaccendere con semplicità detonante la miccia di un jazz armato di violenta dolcezza. Fantastico!

Küchen è anche leader del Trespass Trio, con Per Zanussi al contrabbasso e Raymond Strid alla batteria: incentrato sulla tortuosa storia del monaco Bruder Beda, ebreo, poi cattolico, poi laico, poi deportato nei campi di concentramento, il nuovo disco del trio conferma sia la forte carica politica della musica del sassofonista, sia la musicalità alternata tra furore e inquieto lirismo. Momento di grazia per Martin Küchen.